IL PROGETTO

Il progetto di Sartoria Creativa & Emotiva nasce nel 2010 come appendice di un progetto più ampio dedicato all’architetto ecologista austriaco Friedensreich Hundertwasser. Ha come obiettivo la sensibilizzazione alle teorie dell’artista e la riscoperta delle abilità manuali e artistiche celate in ognuno di noi.

L’attività proposta con i laboratori esperienziali di recupero creativo non prevede abilità particolari dal punto di vista sartoriale, né tanto meno ha l’ambizione di fornire competenze e abilità legate alla manifattura dell’oggetto.

Quello che si cerca di sviluppare inizialmente è un percorso che tenda al riutilizzo in maniera artistica e creativa di materiali di scarto, che possono essere recuperati e valorizzati per dare vita a nuove creazioni in un’ottica di sostenibilità ambientale.

Vecchie stoffe, tovaglie, vestiti, cuscini si trasformano e riprendono vita cambiando a volte la loro semplice destinazione d’uso e intrecciandosi tra loro con le suggestioni e le collaborazioni creative che nascono tra i partecipanti. Il “gioco“ e la condivisione dell’esperienza saranno un altro valore aggiunto.

A fine laboratorio i partecipanti porteranno a casa i loro elaborati, il numero dei quali dipenderà dalla difficoltà e dal tempo necessario per lo sviluppo dell’idea creativa.

Ogni corsista arriva attrezzato del materiale necessario che verrà comunicato in sede di presentazione del corso e condividerà le macchine da cucire in dotazione, volutamente non disponibili individualmente (minimo 1 macchina ogni 2 corsiste/i).

L’esperienza e la partecipazione è aperta a chiunque... genitori, nonni, insegnanti, ragazzi e ragazze di ogni età e dopo il corso base tanti altri sono i livelli che la Sartoria Creativa & Emotiva propone per accompagnare “le sartine” in percorsi di crescita sia personale che professionale.


L’approccio ludico e controcorrente del progetto di Sartoria Creativa & Emotiva basa i suoi fondamenti su diversi principi cardine che prendono spunto dai pensieri di Hundertwasser e si intrecciano con la mia esperienza di sarta mancata a causa della rigidità dell’approccio tradizionale alla materia... che non sono regola, ma opportunità...

BANDITO IL METRO le misure vengono prese a occhio, con riferimenti spesso legati alle dimensioni del nostro corpo anche per borse e pochette... un modo creativo per acquisire consapevolezza rispetto alle nostre dimensioni...

AL ROGO LA LINEA RETTA se l’obbiettivo è innamorarsi del cucito... inutile perdersi nella perfezione assoluta (per altro contro natura!) ... lo impareremo con l’esperienza e la pratica in un secondo momento!

CUCIRE è SOGNARE “dipingere è sognare, quando dipingo sogno... quando il sogno è finito non ricordo cosa ho sognato, ma il dipinto rimane ed è il racconto del mio sogno” diceva Hundertwasser... Se mi approccio alla macchina da cucire come il pittore fa con la sua tela... mi libero da condizionamenti o impostazioni altrui riesco a creare in libertà e il prodotto finale parlerà meglio di me ed esprimerà al meglio ciò che sono!

LA MACCHINA DA CUCIRE COME LA TAVOLOZZA DEL PITTORE ... uno strumento a nostro favore, non un nemico da sconfiggere... più entriamo in empatia con lei più ci darà soddisfazioni!

NON ESISTONO ERRORI ma solo “Ostacoli di Bellezza”... così come nella vita di tutti i giorni quando incorriamo in situazioni inaspettate che ci fanno rallentare il cammino o prendere decisioni diverse da quelle pensate, anche davanti a quello che tutti chiamerebbero errore se alleniamo il nostro cervello a coglierlo come opportunità creativa finiremo per stupirci di noi stesse per le soluzioni trovate e a priori mai pensate... solo così nasce un oggetto unico... che parla di noi...


Senza dimenticare che:
PRIMA RIUSO... POI COMPRO se è vero che nulla succede per caso, fermiamoci ad osservare le ricchezze che abbiamo sottomano guardandole da punti di vista diversi, scopriremo risorse impensabili!


Il Progetto si autosostiene con l’iscrizione delle corsiste e dei corsisti, le donazioni di materiali di scarto, l’autofinanziamento realizzato con la vendita del materiale realizzato e il contributo di fondazioni private. L’obiettivo che si prefigge è la costituzione di un vero e proprio laboratorio sartoriale che possa offrire occasioni per inserimenti lavorativi di persone in difficoltà in collaborazione con i servizi sociali del territorio e le fondazioni private.

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